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Il pozzo è una risorsa molto importante non solo per chi dispone di un terreno per la coltivazione di ortaggi o alberi da frutto di qualunque genere, ma anche per  la manutenzione di un grande giardino o di un parco privato.

Il pozzo, infatti, garantisce una riserva inesauribile di acqua sorgiva e può fungere anche da raccoglitore di acqua piovana.

Tuttavia, per poter realizzare un pozzo o per sanare la situazione di un pozzo non accatastato, è indispensabile rivolgersi ad uno studio specializzato che possa seguire scrupolosamente tutto l’iter burocratico previsto dalle normative attualmente in vigore.

Come ottenere l’autorizzazione per costruire un nuovo pozzo in un terreno

Come accade per la realizzazione di qualsiasi altra opera, anche per un pozzo occorre richiedere e ottenere l’autorizzazione per procedere con i lavori. Ciò significa che saranno necessari, innanzitutto, documenti tecnici e burocratici.

In particolare, è indispensabile chiedere consulenza e assistenza a uno studio specializzato che si occupi della valutazione idrogeologica necessaria, della preparazione delle pratiche e della direzione di lavori al fine di garantire che tutto il processo venga svolto in sicurezza e nel pieno rispetto delle normative vigenti.

Prima di tutto, dobbiamo partire dal concetto che, in base alla legge italiana, le acque sotterranee e quelle superficiali appartengono allo Stato e di conseguenza fanno parte del demanio pubblico. Questo significa che, quando si costruisce un pozzo si utilizzano acque di proprietà dello Stato. Inoltre, per non rischiare di commettere un illecito, occorre controllare sempre anche le normative a carattere regionale che disciplinano la materia.

A questo proposito, però, è bene precisare che qualora il pozzo e le acquee sotterranee vengano utilizzati solo per uso domestico, allora potranno essere prelevate liberamente e senza bisogno di pagare un eventuale canone.


Quali sono le autorizzazioni necessarie alla costruzione di un pozzo?

Oltre allo studio idrogeologico eseguito da un professionista del settore per valutare l’impatto dell’opera sull’ambiente, è necessario richiedere ulteriori autorizzazioni. A questo proposito, è buona prassi rivolgersi all’ufficio tecnico comunale di competenza perché potrebbe accadere che l’area in questione sia soggetta a vincoli idrogeologici.

Ogni privato cittadino può rivolgersi all’ufficio di competenza, oppure può decidere di delegare le pratiche allo studio tecnico a cui si è rivolto per la progettazione. Una volta verificato che non ci siano ostacoli concreti per la realizzazione del pozzo, si avvia un iter burocratico per ottenere tutte le autorizzazioni richieste: si comincia inviando all’ufficio provinciale competente per la gestione del suolo e delle acque sotterranee un plico di documenti ben precisi.

Innanzitutto, si dovrà inviare una comunicazione scritta che attesti l’intenzione di voler costruire un pozzo. Alla comunicazione ufficiale devono essere allegati altri documenti tra cui la planimetria del terreno in cui dev’essere indicato con precisione il luogo in cui avverranno gli scavi e la realizzazione del pozzo.

Tra i documenti da allegare è importante non dimenticare un documento d’identità del proprietario del terreno che intende effettuare i lavori e la copia dell’atto di proprietà del terreno in oggetto. Nel caso in cui non foste proprietari del terreno, potrete presentare anche un documento riguardante il diritto di usufrutto oppure di enfiteusi.

Una volta ottenute le autorizzazioni, però, l’impresa edile che si occuperà della perforazione del terreno, dovrà rilasciare un documento in cui certifica che ha eseguito questo di genere lavoro indicando chiaramente che lo scopo è quello di ottenere un pozzo ad uso domestico.

Dovrete anche interagire con il comune nel quale è ubicato il terreno e in particolare presentare una comunicazione dell’inizio dei lavori che richiede il pagamento di un importo variabile da comune a comune.

Una volta ottenuta l’autorizzazione per procedere con i lavori, avrete 1 anno di tempo per eseguirli con la possibilità di richiedere una proroga di 6 mesi.

Se i lavori non saranno eseguiti entro la scadenza prevista, sarà necessario riavviare tutto l’iter per ottenere l’autorizzazione perché le condizioni idrogeologiche e le normative potrebbero essere nel frattempo variate.


Sanare pozzo non accatastato

Per sanare un pozzo non accatastato, si può richiedere di regolarizzarlo rivolgendosi a uno studio specializzato. Questa procedura è necessaria per evitare che, in caso di controlli (che avvengono molto frequentemente) venga comminata una sanzione.

Lo studio dovrà analizzare la situazione per verificare che ci siano i requisiti tecnici per poter sanare la situazione. In caso contrario, cioè laddove fosse tato commesso un abuso e soprattutto ci fosse il rischio di un dissesto idrogeologico, allora sarà necessario chiudere il pozzo e produrre apposita comunicazione.

Se tutto procederà per il verso giusto, il pozzo sarà regolarmente accatastato a fronte di una spesa economica non particolarmente onerosa.

Non preoccupatevi: tutta la documentazione verrà redatta e gestita da EnergyKey in modo da snellire i passaggi burocratici e ridurre il più possibile le tempistiche necessarie.